{"id":214,"date":"2012-01-13T18:30:12","date_gmt":"2012-01-13T17:30:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiaciliverghe.it\/wp\/?page_id=214"},"modified":"2021-06-09T16:49:45","modified_gmt":"2021-06-09T15:49:45","slug":"slongom-el-pas","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiaciliverghe.it\/sito\/index.php\/storie\/curiosita\/slongom-el-pas\/","title":{"rendered":"Slong\u00f2m el pas"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\"><em>Slongom \u00e8l pas che \u2018l sach\u00e9l l\u2019\u00e8 pas<\/em> : cos\u00ec diceva il prete ai chierichetti durante la processione per un funerale. Allunghiamo il passo, perch\u00e9, tanto, il sacchetto dell\u2019elemosina \u00e8 quasi vuoto. Era il funerale dei poveri, l\u2019<em>obet dei poerecc<\/em>, che le persone di una certa et\u00e0 ancora ricordano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poveracci che durante la vita avevano sopportato ogni sorta di umiliazione, dovevano subirne altre pure da morti.<br \/>\nSi cominciava subito, a cadavere ancor caldo, come si suol dire: la notizia della morte veniva diffusa alla comunit\u00e0 attraverso il suono della campana. Una sola. Tant\u2019\u00e8 che dopo due o tre rintocchi, sempre quelli e sempre monotoni, la gente capiva che rea toccato ad un povero.<br \/>\nPoi, di corsa dal falegname il quale, dopo aver preso le misure, confezionava la bara col legno pi\u00f9 a buon mercato, probabilmente di albera. Rimanevano pochi soldi, quindi si diceva al prete di andare al risparmio. Ma, forse, non c\u2019era neanche bisogno di dirlo: era il prete stesso che toglieva l\u2019imbarazzo ai familiari proponendo l\u2019obet d\u00e8 tersa, cio\u00e8 l\u2019obet dei poerecc.<br \/>\nIl prete tirava fuori dall\u2019armadio la pianeta e il piviali pi\u00f9 logori, dai colori sbiaditi, magari rattoppati e in chiesa si accendevano poche candele per non consumare troppa cera.<br \/>\nAnche il sacrestano non si sprecava molto nel tirare le corde.<br \/>\nConoscendo la chiesa di oggi stentiamo a crederci, eppure stiamo parlando di decenni fa, non di secoli.<br \/>\nPer il funerale dei ricchi, naturalmente, tutto un altro scenario: suonavano tutte le campane, il prete tirava fuori la pianeta e il piviale pi\u00f9 belli, la bara etra trasportata da un carro tiratoi da cavalli e non mancavano mai, nelle citt\u00e0, le orfanelle con la loro caratteristica divisa.<br \/>\nDove non c\u2019erano le orfanelle, vi provvedevano i bambini dell\u2019asilo, anche loro in divisa, fornita dalle monache.<br \/>\nChi scrive si ricorda, seppur vagamente, di avervi partecipato. Se non erro, la divisa eracost5ituita da una mantellina blu, uguale per tutti. Qualcuno sostiene che si indossava un grembiule a quadretti bianche e blu per i maschi e banco e rosso per le femmine. Quello che tutti ricordiamo bene erano quelle odiatissime calze bianche, lunghe, che si agganciavano alle braghette e che nessuno dei maschi avrebbe voluto indossare. Mi sembra che sulla testa si portasse un berrettino circolare.<br \/>\nDurante il corte, il prete, stavolta, non chiedeva ai chierichetti di allungare il passo, nonostante la predica fosse stata pi\u00f9 lunga del solito. E, a meno che il defunto non fosse stato in vita un peccatore incallito, se n\u2019era anche parlato bene.<br \/>\nPotenza dell\u2019offerta!<br \/>\nMa questo tutti lo sapevano, tanto che la cultura popolare aveva confezionato un detto su misura, per queste occasioni: parlomen b\u00e9 che \u00e8l sach\u00e8l l\u2019\u00e8 pi\u00e9, ossia parliamone bene, visto che il sacchetto delle elemosine \u00e8 ben gonfio!<br \/>\nDiciamo che se la Chiesa, a quei tempi, non dava una buona immagine con queste discriminazioni, al popolo non difettava certo l\u2019ironia. Eppoi, la cosa pi\u00f9 importante etra che ci fosse almeno un prete per l\u2019ultima benedizione e qualche moccolo acceso: al resto , avrebbe pensato la giustizia divina a livellare le differenze.<br \/>\nIl dramma era quando non si ricevevano i sacramenti perch\u00e9 se era morti in flagranza di peccato o addirittura scomunicati. Qui non si trattava pi\u00f9 di scegliere tra funerali di prima, secinda o terza.<br \/>\nAl mattino presto o di notte, senza candele, senza messa (sine luce, sine cruce), ci si recava di corsa al cimitero per una frettolosa preghiera e per una sepoltura fatta in un terreno adiacente al camposanto, non consacrato.<br \/>\nNon osiamo metterci nei panni di quei parenti che, gi\u00e0 scossi dal dramma del suicidio del loro caro, dovevano seppellirlo di nascosto come se si fosse trattato del pi\u00f9 abietto degli esseri\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Danilo Agliardi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Slongom \u00e8l pas che \u2018l sach\u00e9l l\u2019\u00e8 pas : cos\u00ec diceva il prete ai chierichetti durante la processione per un funerale. Allunghiamo il passo, perch\u00e9, tanto, il sacchetto dell\u2019elemosina \u00e8 quasi vuoto. Era il funerale dei poveri, l\u2019obet dei poerecc, che le persone di una certa et\u00e0 ancora ricordano. 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