{"id":249,"date":"2012-01-16T16:44:48","date_gmt":"2012-01-16T15:44:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiaciliverghe.it\/wp\/?page_id=249"},"modified":"2021-06-09T16:47:23","modified_gmt":"2021-06-09T15:47:23","slug":"le-bettole","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiaciliverghe.it\/sito\/index.php\/storie\/luoghi\/le-bettole\/","title":{"rendered":"Le Bettole"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Maria Ausiliatrice, ovvero l&#8217; ex voto delle Bettole<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.parrocchiaciliverghe.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/maria-ausiliatrice.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-1196\" title=\"maria ausiliatrice\" src=\"http:\/\/www.parrocchiaciliverghe.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/maria-ausiliatrice.bmp\" alt=\"\" width=\"402\" height=\"334\"\/><\/a>Che quelli delle Bettole abbiano sempre fatto gruppo a s\u00e8 rispetto al resto di Ciliverghe, questo&nbsp;\u00e8 arcinoto a tutti (&#8230;quando quelli del paese venivano alle Bettole, dicono ancora oggi gli abitanti della contrada, si facevano belli e si mettevano la cravatta&#8230;.). Che in questo loro isolazionismo abbiano coinvolto anche i santi e la Madonna&#8230;, beh, ci\u00f2 va un p\u00f2 al di l\u00e0 del normale campanilismo.<br \/>\nE&#8217;&nbsp;quello che&nbsp;\u00e8 successo nel Maggio del 1949, quando gli abitanti della contrada hanno deciso di erigere la cappella a Maria Ausiliatrice come ex voto per aver risparmiato le loro case dai bombardamenti.<br \/>\nSiamo nell&#8217;imminente dopoguerra. Il conflitto da poco terminato aveva lasciato le ferite ancora aperte. La ferrovia era stata bombardata pi\u00f9 volte, alcune case delle altre contrade furono centrate dalle bombe e qualcuno ci rimise la vita sotto le macerie. Sul libro dei morti, il parroco di allora, don Zentilini, annota le peripezie patite durante un funerale. Il corteo, partito dalla casa del defunto, sul Monte Coeli Aperti, dovette abbandonare per ben due volte il carro con la bara per trovare riparo nei fossati e sfuggire alle granate lasciate cadere dagli aerei.<br \/>\nPoi, finalmente, venne quel benedetto 25 Aprile del &#8217;45 e lentamente il paese torn\u00f2 alla normalit\u00e0.<br \/>\nIl &#8217;45 era anche l&#8217;anno in cui si sarebbe dovuto tenere la solenne processione di San Rocco. Nessuno, per\u00f2, se la sentiva di confondere con lo scoppiettio dei fuochi artificiali il silenzio di quelle famiglie che avevano avuto dei lutti o che, peggio ancora, aspettavano, facile immaginare con quale stato d&#8217;animo, qualcuno che tardava a tornare dal fronte. E giustamente il parroco pens\u00f2 di organizzare&nbsp; una processione, ma non tra santi e canti: una processione molto raccolta, con le donne rigorosamente vestite di nero, per ringraziare Dio di aver posto fine alla guerra. La processione di San Rocco, quella vera, verr\u00e0 recuperata tre anni dopo.<br \/>\nGli abitanti delle Bettole, per\u00f2, non&nbsp;\u00e8 gente da accontentarsi di un semplice Te Deum e decidono cos\u00ec di ringraziare la Madre di Dio a modo loro, erigendoLe una cappella. Il motivo, anche se non lo hanno scritto sul basamento della statua, lo hanno per\u00f2 sparso ai quattro venti: per avere risparmiato la loro contrada dal bombardamento.<br \/>\nGiovanni Zizioli, commerciante in cereali, piglia il suo camion e se ne va in quel di Vicenza a procurarsi la statua di Maria Ausiliatrice con un degno tempietto, facendosi carico della maggior parte dell&#8217;onere: il resto viene raccolto tra gli abitanti della contrada. Il tempietto, infatti,&nbsp;\u00e8 in pietra di Vicenza, un&#8217;ottima arenaria che si presta molto bene ad essere scolpita.<br \/>\nIl 26 Maggio del &#8217;49, giornata doppiamente festiva perch\u00e8 Gioved\u00ec dell&#8217;Ascensione e festa del Patrono, si inaugura il sacello.&nbsp;E&#8217; un tripudio. Gli abitanti delle Bettole ci tengono molto che quelli delle altre contrade partecipino alla cerimonia. E bisogna dire che furono accontentati: superiore ai campanilismi di contrada ( in fin dei conti la Madonna&nbsp;\u00e8 pur sempre la madre di tutti&#8230;) l&#8217;intero paese partecipa all&#8217;avvenimento.<br \/>\nGrazie alla buona memoria di chi vi ha partecipato, possiamo ricostruire dal vivo il programma della giornata.<br \/>\nSu un carro trainato da buoi, viene deposta la statua, coperta da un velo, e portata in processione dalle Bettole alla parrocchiale. Durante la Messa solenne delle undici, il parroco don Zentilini benedice il simulacro. Quindi, il corteo, preceduto dalla banda comunale, fa ritorno alle Bettole per deporre la Madonna nel tempietto. Il resto,&nbsp;\u00e8 facile da immaginare: fino a tarda sera i Ciliverghesi fanno la spola tra le due osterie della contrada per concludere, in maniera profana, una giornata iniziata tra le orazioni e gli incensi di un Te Deum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Danilo Agliardi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maria Ausiliatrice, ovvero l&#8217; ex voto delle Bettole Che quelli delle Bettole abbiano sempre fatto gruppo a s\u00e8 rispetto al resto di Ciliverghe, questo&nbsp;\u00e8 arcinoto a tutti (&#8230;quando quelli del paese venivano alle Bettole, dicono ancora oggi gli abitanti della contrada, si facevano belli e si mettevano la cravatta&#8230;.). 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