{"id":296,"date":"2012-01-17T10:31:31","date_gmt":"2012-01-17T09:31:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiaciliverghe.it\/wp\/?page_id=296"},"modified":"2021-06-09T16:48:08","modified_gmt":"2021-06-09T15:48:08","slug":"san-valentino","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiaciliverghe.it\/sito\/index.php\/storie\/luoghi\/san-valentino\/","title":{"rendered":"San Valentino"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Il fantasma del Monte<\/em><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" aligncenter\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/e\/ea\/Chiesasanvalentino.JPG\" alt=\"Chiesasanvalentino.JPG\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pericoloso scherzare coi santi. Tanto pi\u00f9 se vogliamo imbrogliarli, fingendo di dedicare loro addirittura una chiesa, ma facendo poi scolpire su una lapide, accanto alla porta, il nome del vero destinatario della dedica.<br \/>\n\u00e9 quello che , pi\u00f9 o meno,&nbsp;\u00e8 successo nei primi anni del &#8216;900, quando Giovanni Beccagutti chiede alla Curia di cambiare nome alla chiesetta del Monte: non pi\u00f9 dell&#8217;Assunta, ma di san Valentino.<br \/>\nIl Beccagutti era un ricco signore di Breno, che aveva palazzi in citt\u00e0. Tra il 1899 e io 1901 acquista da Pietro Della Vita l&#8217;intero stabile del Monte con relativi terreni. Ma non dimorer\u00e0 per molto. Gia nel 1901 affitta l&#8217;intera propriet\u00e0 agli spazzini, i cugini Egidio e Carlo, i quali poi, nell&#8217;immediato dopoguerra, provvederanno all&#8217;acquisto.<br \/>\nNonostante la breve permanenza, per\u00f2, trova il tempo per chiedere alla Curia l&#8217;ennesimo cambio di nome della chiesetta attigua al palazzo: da Corpo di Cristo, come si chiamava nel 1500, era diventata Sangue di Cristo, poi Santa Maria della Neve, infine, nel 1800, dell&#8217;Assunta.<br \/>\nChiede ed ottiene di dedicarla a san Valentino.<br \/>\nSbaglieremmo, per\u00f2, se pensassimo ad un atto di devozione del Beccagutti verso il vescovo di Terni. In realt\u00e0, il Valentino al quale lui pensava era il figlio, morto suicida a ventisei anni, nel 1892.<br \/>\nNon riusciva a darsi pace. Tanto pi\u00f9 che era l&#8217;unico maschio, perch\u00e8 la seconda era una femmina, Angelina. Non poteva per\u00f2 chiedere al vescovo di dedicare la chiesetta ad un peccatore: a quei tempi, i suicidi nemmeno avevano diritto alla sepoltura in un terreno consacrato.<br \/>\nEcco, quindi, il motivo della scelta del santo protettore degli innamorati.<br \/>\nOttenuto il permesso del cambio di dedica, il Beccagutti fa murare una pietra, accanto alla porta dell&#8217;ingresso, sulla quale, spudoratamente, fa scolpire la sua vera intenzione: &#8216; dedicato a Valentino Beccagutti &#8216;.<br \/>\nSanto o un suicida, per tutto il secolo scorso la chiesetta sar\u00e0 uno dei luoghi pi\u00f9 amati e meglio ricordati dai Ciliverghesi e nessuno, nemmeno gli Spazzini, oser\u00f2 toccare quella lapide.Ma siamo proprio sicuri che nessuno l&#8217;abbia mai toccata?<br \/>\nNel 1988 un pronipote di Giovanni Beccagutti, il dottor Ferraro, passando nei pressi di Ciliverghe, fa una puntata sul Monte, per vedere l&#8217;antica propriet\u00e0 di famiglia. Ad attirare la sua attenzione&nbsp;\u00e8 la lapide con la scritta: dedicato a Valentino Beccagutti.<br \/>\nLo colpisce il fatto che la dedica sia al maschile e non al femmi9nile, come ci si potrebbe aspettare, visto che si tratta di una chiesetta.<br \/>\nCinque anni dopo, nel 1993, ritorna sul luogo e, con suo grande stupore, scopre che il &#8216; dedicato &#8216;&nbsp;\u00e8 diventato &#8216; dedicata &#8216;.<br \/>\nIl dottor Ferraro, conoscitore di scienze occulte e di fenomeni paranormali, va in fibrillazione.<br \/>\nChiede un p\u00f2 in giro se qualcuno abbia cambiato di sua spontanea volont\u00e0 la pietra, ma con esito negativo. Tornato a Genova, dove abitava, non si d\u00e0 pace. Scrive al Comune di Mazzano.<br \/>\nAllora, assessore alla cultura era Raffaello Bonetti, il quale non sapeva pi\u00f9 come uscirne.<br \/>\nDopo alcuni mesi, Bonetti gli telefona, dicendogli che non gli risultava che qualcuno avesse toccato la lapide e, nel corso del colloquio, gli scappa di dire che l&#8217;intestazione era: &#8216; in memoria di Valentino-Beccagutti&#8217;.<br \/>\nNon l&#8217;avesse mai detto!<br \/>\nFerraro si precipita a Ciliverghe e nota che non solo&nbsp;\u00e8 cambiata di nuovo la dicitura, ma la dedica, ora,&nbsp;\u00e8 disposta su tre righe, mentre prima era su due soltanto.<br \/>\nNon ci credereste, ma fa eseguire una perizia ad un esperto marmista di Virle, Renato Ventura, il quale scrisse in una relazione che sarebbe stato impossibile apportare le modifiche alla lapide senza staccarla dal muto. Ma l&#8217;intonaco, sostenne un esperto muratore, non era affatto recente.<br \/>\nDavvero un dilemma.<br \/>\nMa non per lui che, esperto di fenomeni paranormali, aveva gi\u00e0 trovato la sua spiegazione..<br \/>\nE qui ci fermiamo anche noi perch\u00e8, da questo punto in avanti ognuno pu\u00f2 pensare ci\u00f2 che vuole.<br \/>\nChe sia tutta una suggestione di una persona gi\u00e0 di per s\u00e8 disposta a vedere l&#8217;anormale anche nelle cose pi\u00f9 normali? Pu\u00f2 darsi, ma anche Bonetti, che non mi risulta fosse amante del paranormale, ammise che c&#8217;era stato un cambiamento.<br \/>\nEppoi, la perizia che escludeva la possibilit\u00e0 di operare incisioni senza staccare la pietra, quando invece l&#8217;intonaco non aveva alcun segno di novit\u00e0.<br \/>\nNon credo per mia natura ai fantasmi.<br \/>\nPer\u00f2, a volte, mi chiedo se non siamo esagerati nel nostro realismo, un p\u00f2 superbo e un p\u00f2 snob.<br \/>\nChe male c\u00e8 in fondo lasciare uno spiraglio aperto al soprannaturale?<br \/>\nA volte la fantasia rivendica anch&#8217;essa il diritto di esistere.<br \/>\nEd&nbsp;\u00e8 cos\u00ec che mi piace, nelle notti buie e tempestose, quando il vento sconquassa gli ippocastani sul Monte, immaginare il fantasma del giovane Valentino che, salito dalla viscere della terra, vaga attorno alla chiesetta, senza poterci entrare.<br \/>\nSi ferma sulla porta, perch\u00e8 i fantasmi delle anime dannate non possono entrare in un luogo sacro.<br \/>\nEd allora si vendica, cambiando le parole della lapide, quasi a ribadire che se l&#8217;interno appartiene al Valentino vescovo di Terni, l&#8217;esterno appartiene a lui, a Valentino Beccagutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Danilo Agliardi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fantasma del Monte Pericoloso scherzare coi santi. 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